Padre Brown

Padre Brown è un parroco di Londra che, Vangelo in una mano e Sant'Agostino nell'altra, si occupa di investigazioni solo con lo scopo di ricondurre alla fede i malviventi. Lungo la strada dei malviventi deve passare un uomo che non è un malvivente, che non è bacato, che non ha paura. Quest'uomo è l'investigatore, è l'eroe, è tutto, un uomo completo, comune, eppure è un uomo che vorremmo incontrare e che raramente si incontra.

martedì, 27 gennaio 2009
Interrompo solo per gridare quanto mi fate schifo!!... ommini di merda

..chissà perchè non li fanno ora i gradassi.. gl'ommini... spero che vengono prestati alle dolci attenzioni del carcere.. magari di qualche magrebino.... si, lo spero davvero...

intanto, ecco le merde:

 

 

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stupidi, schifo, bastardidentro, salvate il mondo, faccedaculo

mercoledì, 07 gennaio 2009
Blog

Non sempre ho qualcosa da dire. Questo è un periodo indubbiamente di quelli. Dovrei iniziare il nuovo anno con gli auguri, o con i buoni propositi. Invece non ho niente da dire. Non che io creda che ci sia qualcuno che passi di qui  in cerca di chissaccheccosa, ma lo dovevo almeno a me. Ci sono, sono qui, ma non so cosa dirvi. Allora tutto va bene? tutto va cosi male? niente di tutto questo. Semplicemente non ho voglia di scrivere. Capita, no?

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racconti, vita, sfoghi, amici, dubbi

venerdì, 26 dicembre 2008
CHE SIA STATO UN MAGNIFICO NATALE.. DAVVERO

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martedì, 23 dicembre 2008
Semi-diretta da Fiumicino

Ieri sera ero a Roma. Aeroporto Fiumicino. Potevo essere l'inviato in diretta, ma non essendo preparato (ovviamente) non avevo né batteria al telefono né lap dietro.
Non sono gli scioperi più o meno selvaggi a disturbare. Né questi ricatti più o meno giustificati. Ma sono l'assenza totale di informazioni. Sono arrivato in aeroporto dove avrei potuto prendere treni, volo sostitutivo AirOne (ma non è CAI anche quella?) o macchina (visto che sicuramente sarebbero state ancora disponibili).
Il  silenzio e la totale incapacità di  un aeroporto che si fa chiamare internazionale di gestire una situazione del genere, hanno peggiorato quei disagi che gia di per se portano notevoli fastidi!
Mi sono fermato a osservare da distanza queste persone che con biglietto alla mano pretendevano di tornare a casa. Spesso per quei pochi giorni, gia risicati, delle vacanze natalizie. Per parenti che magari non rivedranno fino all'anno prossimo. O  Pasqua. La sufficienza del personale di terra accresceva la sensazione di arroganza di una compagnia ormai alla deriva. Centinaia di passeggeri, centinaia, e solo ai nazionali (non oso pensare agli internazionali dove è partito solo un BUE schedulato alle 21e50 partito oltre le 23..) in balia di eventi che non possono capire. Un terminal è pieno di corridoi, uscite, scritte. Uno di mestiere può capirci qualcosa, ma la maggior parte di questi qui come fa a districarsi? Andate al banco alitalia a sentire, gli dicevano. Ma il terminal nazionali è su tre livelli. Una volta fatto il check-in è difficile ritornare alle partenze.  E l'unico banco Alitalia presente ai gate era presidiato da centinaia di persone. Impossibile ricevere quindi una assistenza adeguata.
Partivano pulman per il Marriot dove i clienti Alitalia potevano andare a riposare per il giorno dopo. Ma come potevano saperlo? Come possono sapere i viaggiatori che hai diritto a non dormire in aeroporto su una valigia? Partivano i pulman per il Marriot. Quasi tutti vuoti. Come i voli Alitalia da un po di tempo a questa parte.
Ho preso il treno di mezzanotte, dove sono arrivato alle 4e30 a Pisa. Una cuccetta 250euro mi hanno chiesto. L'unica libera mi fa il gentile controllore. Mentre la polizia di turno su quel treno mi dice: è l'unica aperta di notte, ci dormono i barboni. Piattole assicurate, non ci andiamo nemmeno noi a controllare.
Gia. Sono un Freccia Alata. Che fortuna.

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viaggi, storie, sfoghi, fuoridalcoro, semprepeggio

giovedì, 11 dicembre 2008
L'Amore Utile.

Sarebbe utile, almeno una volta l’anno, verificare il corso del proprio destino, osservarne lo svolgimento prima che ci sovrasti in modo definitivo.
Scoprire quanto il nostro destino si sia allontanato da quello che vorremmo o quanto stia per convergere coi nostri desideri.
Identificare le forze che si oppongono a un suo corso favorevole e scoprire finalmente le proprie e le altrui respon-sabilità.
Esistono certamente una serie di desideri e di bisogni comuni a tutti, formulando i quali probabilmente ci si troverebbe di fronte al più attraente dei progetti politici.
Immagino come tutto sarebbe semplice se un gruppo di persone, un assetto sociale o magari l’intera umanità si muovessero verso un destino comune, da tutti desiderato.
Mi ha condotto a questi pensieri una coppia di ottantenni che ho osservato da qualche tempo nella grazia estrema con cui si comportano reciprocamente.
Al mattino li incontro che camminano verso il bar confabulando, spesso ridendo.
Si siedono sempre allo stesso tavolo porgendosi la sedia e invitandosi a vicenda a sedersi.
Poi, quando il cameriere arriva, ben sapendo cosa consumeranno, li guardera in silenzio, sorridendo, e lei, dopo una lieve esitazione, chiederà, come ogni giorno, di aggiungere una brioche, se possibile ancora tiepida di forno.
Li ho riconosciuti sul giornale del quartiere, impettiti l’uno accanto all’altra, mano nella mano, in una foto di qualche anno fa attorniati da tre figli già adulti e sotto, a grandi lettere la scritta NOZZE D’ORO.
Anche questa mattina, come ogni giorno, dopo che la brioche era stata divisa a metà, ognuno dei due insisteva che fosse l’altro a prendere il boccone più grande.
Nell’incredibile armonia che rivelavano c’era qualcosa di misterioso e inspiegabile.
Mi sono avvicinato porgendo loro il giornaletto.
Avete celebrato le nozze d’oro. Complimenti.”
Eh già” Ha mormorato lei “Ci hanno fatto diventare famosi mettendo la fotografia sul giornale.”
Siete speciali voi due. Posso sapere qual è il segreto della vostra unione?”
I due si guardano. Lei lo interroga con uno sguardo veloce e divertito. L’uomo annuisce, dandole il permesso di parlare.
Non ci sono segreti. Il fatto è che quando lui mi ha detto cinquant’anni fa che mi voleva sposare, io gli ho risposto di sì, a patto che non mi toccasse mai.”
Allora chiedo al vecchietto
“E lei ha mantenuto il patto?”
“Non si tratta di patti. Io le voglio bene, ho fatto quello che mi ha chiesto.”
“E non avete mai fatto l’amore?
E i figli? Nella foto ci sono i vostri tre figli.”
Si guardano e questa volta si danno reciprocamente il permesso di parlare.
“I figli li abbiamo presi tra i ragazzini abbandonati.” Comincia lei.
“Ci sono migliaia di bambini” continua lui “che vivono male, sono sfruttati e muoiono di stenti. Perché farne altri e lasciar morire quelli che ci sono già?
Mi torna in mente di aver letto qualche giorno fa che solo a Mosca ci sono trentamila bambini che dormono nelle fogne o sui treni abbandonati.
Guardo i due vecchietti e contemplo la loro grazia.
Che questi due vecchietti siano il prototipo di un’umanità responsabile, capace di scegliere il proprio destino?

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poesia, amore, racconti, storie

martedì, 02 dicembre 2008
Perchè non l'ha detto a lui, abbronzato?

Router.it
..e perchè mi piace ridere dopo ogni tragedia.. sono fatto cosi. Ma mi manca..

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immagini, vita

sabato, 29 novembre 2008
Vado via..

...ha sussurrato mia nonna a sua figlia. E così, mia mamma ha negli occhi quella immagine da ieri sera alle 22. Mia nonna aveva 95 anni, e come succede sempre in questi casi, ti dicono "ma ha vissuto..."

Cosa mi importa? cosa importa a mia mamma? certo, celo aspettavamo, doveva succedere e sempre piu presto, ma quando ci sei, quando succede, dico, non conta che età avesse.

Per mia mamma è sua mamma. Per me è la donna che mi ha raccontato di come si viveva. Da dove venivo. Della mia infanzia, di come ho vissuto i primi anni. E' la persona che mi ha raccontato di valori ormai dimenticati. Attaccata a suo marito e unico uomo, fatto entrare in casa sua solo per chiedere al suo di babbo se poteva incontrare sotto casa quello che sarebbe stato mio nonno.

Da loro noi veniamo. Quello che siamo ora, che sono stati quindi i tuoi genitori celo dicono proprio loro. Ho parlato spesso, ultimamente con mia nonna. Adoravo farmi raccontare di come si scaldavano, come mangiavano in tempo di guerra. Di come vivevano insomma, con quegli aneddoti che sono ricordi di cose che furono.

Non ho timore a piangere per lei. Non ho timore a dirmi che mi mancherà. Quel filo conduttore, quell'unico ormai testimone diretto di un tempo che gia oggi non si può conoscere. Ha visto nascere la macchina, l'aereo, la televisione. Mi disse pochi anni fa che l'unico rammarico era di non aver mai preso l'aereo. Aveva gia 90anni e il suo rammarico era quello. Gli dissi che cel'avrei portata, ma si vergognava. Diceva che non si vedevano vecchie sugli aerei.
Una dignità, la sua, antica. Ci brontolò, noi nipoti, perchè gli portammo una foto dove gli si vedeva un minuscolo pezzo di sottana uscire dalla gonna.

Ciao Nonna Lina.

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amore, vita

venerdì, 28 novembre 2008
L'amore per i figli. E non solo..

Non occorre scrivere un libro per essere degli eroi.  Premettendo che questa parola non mi piace, in questo caso invece la adoro usare per Emanuele --->>> che malgrado l'assedio dei terroristi è ritornato dentro l'hotel per portare il latte a sua figlia.
In un mondo dove una madre ammazza suo figlio e si preoccupa dell'acconciatura, quell'altro padre brucia prima di ammazzarsi (non era meglio il contrario?) due figlie, anche se per molti questo gesto puo essere considerato normale, per me no. E dove spesso perdo la speranza, ecco che non posso non sottolineare cosa mi piace raccontare delle tragedie:il suo lato umano che vince sempre su tutti i terroristi coglioni che esistono (e ora fatemi saltare anche questo blog!)
 

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amore, racconti, vita, pace, guerra, genitori, gente perbene

Taj Mahal Palace and The Oberoi, India

Baccheccato da Uto non posso fare a meno di dare un occhiata a quest'India che brucia. Anche perchè mi riguarda direttamente, come spesso mi accade purtroppo (o per fortuna, visto che è lavoro) sempre piu sovente.
Mi riguarda direttamente perchè avevo tre clienti al Taj. Ho anche parlato spesso con il personale del Taj e ora, anche se non lo conosco personalmente, mi fa impressione non sapere cosa stanno passando, e se sono ancora vivi.
I miei clienti lo sono. Per fortuna. Gia un'altra volta sono dovuto andare a recuperare chi non cel'aveva fatta. E non sono riuscito ancora a dimenticare

Ma avevo un congresso per dicembre sia al Taj che all'Oberoi (sono d'altronde gli hotel piu belli e capienti di Mumbai). Lavoro di due mesi ininterrotti buttati al vento. Non posso certo chiedere soldi a nessuno, nè tantomeno pretendere che confermino. Forse lo rimanderanno, ma di solito queste cose sfumano.

In piu, altri clienti di viaggi di capodanno cancelleranno. Come quelli che solo si avvicinano alle città arabe o orientali.

Insomma: quello che fanno questi maledetti-bastardi-coglioni  non è solo una morte istantanea. Immediata. Ma è appunto il clima che creano e tutto il lavoro che fermano. Mi direte " è il loro obiettivo"  è vero. Ma spesso quelli che stanno a casa, a  giudicare e osservare gli eventi non capiscono quanti danni fanno, realmente, questi puramente idioti.

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viaggi, politica, racconti, vita, pace, cronaca, guerra, salvate il mondo

martedì, 25 novembre 2008
Isola dei Famosi 2008

L’Isola dei Famosi 2008 l’ha vinta Vladimir Luxuria, la famosa donna-con-le-palle.

Ho guardato l’isola. Non seguivo fagocitando ogni qualsiasi trasmissione legata ad essa, ma mela guardavo. Certo trash, certo popolare, ma un sano svago senza (troppe) volgarità di basso livello modello buona-domenica.

Mai come quest’anno ha vinto il candidato della Ventura. Ho visto fare cose e dire cose da Luxuria che la giunonica Simona di strass fasciata non avrebbe permesso nemmeno di pensare a qualunque chicchessia altro ospite-concorrente.

Dare della Pezzente ad una sedicente Contessa l’ho trovato eccessivo come ogni uscita di Vladimir Luxuria. Molto politica, molto furba (n quell’ambiente, ovvio, dove l’intelligenza e quindi la furbizia non la fanno certo da padrona. Uno su tutti, anzi due: Leonardo e Veridiana.. daiiii), ma soprattutto molto falsa.

Non c’era in lei niente di quello che tanto hanno decantato, ovvero la spontaneità. Tutto era per il pubblico e il fine. Quello di vincere, per poter decantare al mondo intero la usa battaglia di trans vinta anche in televisione..

Ho capito, da questa edizione, che il pubblico premia il patetico. Come lo era lui in ogni sua esternazione (a freddo), quelle a caldo, quelle dove la vera Luxurya è uscita, ovvero le esternazioni su presunti baci e altro, si evinceva nient’altro che una mediocre persona della bassa periferia fatta di sotterfugi e di piccolezze.

Si è attaccata via via ai personaggi che sapeva benissimo, essendo persona di spettacolo, andavano. Simone, Carlo. Ha attaccato la dove la massa sapeva essere piu debole:la solidarietà. La felpa tolta a Carlo. Ha difeso le Gemelline, per avere l’aurea di quella che difende il perdente, ma non ha speso una parola per quelli che lo erano per davvero.

Infine l’ultima mossa, quella dell’Unicef. La sua vincità sarà devoluta all’ente internazionale, sovvenzionando trasferte a 10stelle e macchine lussuose, ma molto di presa sulla gente invece di destinarlo ad un ospedale italiano che tanto ha bisogno in questo momento. Ma faceva sicuramente meno effetto.

Non ha vinto Vladimir, secondo me. Ma hanno perso gli altri.

Chi potevi votare se non lei? Belem?

PS: due cose: ridicola la fidanzata di Alessandro. Che fine ha fatto la Checoslovacca della prima puntata? e cosa hanno invitato a fare Pamela Prati? sono quelle domande che possono toglierti anche il sonno..

Un elogio: a Giurato, che mi ha fatto scompisciare dal ridere. Lodi lodi lodi a lui...

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film, punti di vista, cronaca, fuoridalcoro

lunedì, 24 novembre 2008
Fuori dal Coro. Gomorra.

Ieri ho vistoil film Gomorra.

Per non so quale motivo io non riesco a vedere subito i films che TUTTI dicono che è bello. E’ successo per Pieraccioni, è successo per altri. E’ successo per Gomorra.

Mi chiedo se tutti dicono che sia bello perché appunto lo dicono tutti. Io non sono in cinefilo, né un intenditore, e non voglio esserlo. Il cinema, cosi come il teatro e la musica deve essere emozione. Non una formula algebrica di cui devi conoscere la soluzione. Deve essere semplicemente emozione. Poi, posso leggere le critiche per capire perché quella cosa, effettivamente mi abbia emozionato. Ma quelle rappresentazioni che mi dicono che sono belle perche…

Gomorra l’ho trovato di una banalità quasi sconvolgente per pensarlo a Hollywood come miglior film italiano..

Cosa mi ha detto questo film? Non sapevamo che la camorra uccide chi sgarra? Non sapevamo che la camorra sottera rifiuti tossici? Non sapevamo che la camorra gestisce il traffico di droga?

Cosa ho visto in questo film per decretarlo bello? Bravi attori? No. Regia? No davvero visto che era stile documentario. Soggetto? Montaggio? Cosa? Effetti speciali?

Insomma, i film sono altre cose. Ma quello che mi fa incazzare è che questo debba rappresentare la mia Italia. Possibile che non sappiamo esportare all’estero che storie di Mafia o camorra che è lo stesso, o storie patetiche senza nessuna velleità fantastica?

Nessuana idea nuova all’orizzonte. E per gli estimatori di Gomorra vorrei dirgli di guardare Crash e vedere come si fanno i film! Cazzo!

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libri, film, punti di vista, dubbi, fuoridalcoro

giovedì, 20 novembre 2008
Nascita, tramonto e forse rinascita di un amore.

Un donna in eterna ricerca d’amore arriva finalmente in riva al mare, non un mare d’acqua, di salsedine e di pesci, ma il mare immenso della poesia.
I suoi sentimenti sbocciano, con la grazia delle emozioni sconosciute.
Un giorno la donna, passeggiando sulla riva, vede sulla superficie perfetta e speculare di quello strano nuovo mare, il riflesso di un volto che le sorride.
L’uomo le chiede di aiutarlo a capire perché, lui che da sempre abita un mondo di poesia, provi un’attrazione profonda e inspiegabile per lei.
Nasce nei due, improvviso e sognante e reale, il sentimento rarissimo dell’amore.
Ma un giorno i venti minacciosi del quotidiano, del dolore e dell’angoscia arrivano a turbare la serenità perfino di quell’immenso mare di poesia.
La superficie si increspa e onde trasversali di ansie e timori la turbano.
Il viso dell’amato, rispecchiato dalla superficie del mare poetico, diviene poco a poco deforme fino ad assumere sembianze mostruose.
La donna si allontana turbata dall’idea di aver offerto il proprio amore a una creatura tanto orrenda.
Scende negli abissi della propria coscienza per saperne di più e finalmente incontra la Verità e le chiede “Perché non appena i venti del dolore hanno deformato quel volto tanto amato ho smesso di amarlo?”
E la Verità, con quel suo aspetto da nonnina bonaria capace di cucinare frittelle prelibate, le risponde.
Torna, se vuoi, quando il mare sarà ormai tranquillo e scoprirai che l’immagine del tuo amore è ancora armoniosa e splendente.
Ma questa volta non limitarti
ad amare l’immagine."

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pensieri, poesia, amore, racconti, vita, storie, bellezza, passi sparsi

sabato, 15 novembre 2008
E' tempo di stime di vita. La mia.

Se prendo in esame la mia vita , mi spaventa di trovarla cosi informe.

L’esistenza delle altre persone, per quanto di vero ci raccontano, è semplice:
va dritta al suo scopo come una freccia. E gli uomini in genere si compiacciono di riassumere la propria esistenza in una formula. Talvolta un’ostentazione, talvolta una lamentela, quasi sempre un rimpianto. In ogni caso la memoria compone loro una esistenza chiara e facilmente spiegabile.

La mia vita ha contorni meno netti: come spesso accade, la definisce con una maggior esattezza proprio quello che non sono stato: un amico fedele, un lavoratore convinto, un buon amante.

Mi viene da pensare che le “grandi” persone emergono proprio in virtù di un atteggiamento estremo, e che il loro eroismo consiste  nel mantener visi per tutta la vita.

Io ho occupato di volta in volta tutte le posizioni estreme, ma non vi sono  rimasto: la vita me ne ha fatto slittare.

E malgrado cio non posso neppure vantarmi di essere vissuto sempre al centro. Si direbbe che il quadro dei miei giorni, come le regioni di montagna, si componga di materiali diversi agglomerati alla rinfusa. Ci vedo infatti la mia natura, già di per se composita, formata da parti sproporzionate di cultura e d’istinto. Affiorano qua e la i gremiti dell’inevitabile; dappertutto le frane del caso.

Mi soffermo a rincorrere la mia esistenza per ravvisarvi un piano, per individuare una vena d’oro, il finire di un corso d’acqua sotterraneo, ma questo schema fittizio è un miraggio della memoria.

Di tanto in tanto vorrei poter credere alla fatalità di un incontro, di un presagio, di un determinato susseguirsi di avvenimenti, ma vi sono troppe strade che non conducono in nessun luogo, troppe cifre che a sommarle non danno  nessun totale.

Io non sono di quelle persone che dicono che le azioni, le decisione, non appartengono loro perché condizionate dalle circostanze e dai tempi: le mie mi appartengono in toto e sono esse a costituire la sola misura del mio essere. Tutto quello che ho fatto e detto è proprio concretizzato perche ero io a volerlo, ero io a crederlo fattibile.

Però  talvolta, tra me e le azioni che mi configurano, si apre uno stato indefinibile, e la prova ne è che sento senza posa il bisogno di soppesarle, di spiegarmele, di rendermene conto.

Ed è in questi momenti che mi accorgo che i tre quarti della mi avita sfuggono ad una definizione fornita dalle mie azioni.

Il complesso delle mie velleità, dei miei desideri, persino dei miei progetti resta vago ed evanescente quanto un fantasma. Il resto, la parte tangibile, più o meno autenticata dai fatti, si distingue poco piu nettamente, e gli avvenimenti si susseguono nel modo confuso dei sogni.

Mi sono fatto una cronologia tutta mia che è impossibile concordare con gli anni realmente vissuti.

Nella vale più a spiegare la mia vita: i miei vizi e le mie virtù sono assolutamente insufficienti e  tantomeno i miei progetti, sempre stravolti da qualche incognita; vi riesce di piu la gioia, presenta tra l’altro in pochissimi casi,e  a intervalli, senza continuità e soprattutto senza un serio motivo (spesso..)

Cosi trascorro le mie giornate alla ricerca di una ragione a questa mia incerta esistenza e la mia incapacità di scoprirla mi ha fatto inclinare più volte verso interpretazioni assurde e impossibili.

Ma d’latra parte ripugna allo spirito umano accettare la propria esistenza dalle mani della sorte, esser null’altro che il prodotto caduco di circostanze alle quali nessun Dio presiede.

E quando tutti i calcoli astrusi, tutte le congetture e le ipotesi pensate si mostrano false, quando persino i libri non hanno più nulla da dirti, è scusabile abbassare la testa e ammettere di avere perduto.

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pensieri, vita, sfoghi, punti di vista, passi sparsi

mercoledì, 12 novembre 2008
E' ora di dire basta!

I Palazzi del potere hanno aumentato le spese Dalle agende alle liquidazioni, sprechi e privilegi

Nelle bellissime agende da tavolo e agendine da tasca del Senato, appositamente disegnate per il 2009 dalla fashion house Nazareno Gabrielli, tra i 365 giorni elegantemente annotati ne manca uno. Il giorno con il promemoria: «Tagli ai costi della politica». A partire, appunto, dal costo delle agendine: 260.000 euro. Mezzo miliardo di lire. Per dei taccuini personalizzati. Più di quanto costerebbero di stipendio lordo annuo dodici poliziotti da assumere e mandare nelle aree a rischio. Il doppio, il triplo o addirittura il quadruplo di quanto riesce a stanziare mediamente per ogni ricerca sulla leucemia infantile la Città della Speranza di Padova, la struttura che opera grazie a offerte private senza il becco di un quattrino pubblico e ospita la banca dati italiana dei bambini malati di tumore.

Sentiamo già la lagna: uffa, questi attacchi alle istituzioni democratiche! Imbarazza il paragone coi finanziamenti alle fondazioni senza fini di lucro? Facciamone un altro. Stando a uno studio del professor Antonio Merlo dell'Università della Pennsylvania, che ha monitorato gli stipendi dei politici americani, quelle agendine costano da sole esattamente 28.000 euro (abbondanti) più dello stipendio annuale dei governatori del Colorado, del Tennessee, dell'Arkansas e del Maine messi insieme. È vero che quei quattro sono tra i meno pagati dei pari grado, ma per guidare la California che da sola ha il settimo Pil mondia-le, lo stesso Arnold Schwarzenegger prende (e restituisce: «Sono già ricco») 162.598 euro lordi e cioè meno di un consigliere regionale abruzzese.

Sono tutti i governatori statunitensi a ricevere relativamente poco: 88.523 euro in media l'anno. Lordi. Meno della metà, stando ai dati ufficiali pubblicati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, degli emolumenti lordi d'un consigliere lombardo. Oppure, se volete, un quarto di quanto guadagna al mese il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder, che porta a casa 320.496 euro lordi l'anno. Vale a dire quasi 36.000 euro più di quanto guadagna il presidente degli Stati Uniti.(...) Se è vero che non saranno le agendine o i menu da dieci euro a portare alla rovina lo Stato italiano, è altrettanto vero però che non saranno le sforbiciatine date dopo il deflagare delle polemiche a raddrizzare i bilanci d'un sistema mostruosamente costoso. Né tanto meno a salvare la cattiva coscienza del mondo politico. Certo, l'abolizione dell'insopportabile andazzo di un tempo, quando bastava denunciare la perdita o il furto di un oggetto per avere il risarcimento («Ho perso una giacca di Caraceni». «Prego onorevole, ne compri un'altra e ci porti lo scontrino»), è un'aggiustatina meritoria. Come obbligati erano la soppressione a Palazzo Madama del privilegio del barbiere gratuito e l'avvio di un nuovo tariffario (quasi) di mercato: taglio 15 euro, taglio con shampoo 18, barba 8, frizione 6... E così la cancellazione del finanziamento di 200.000 euro per i corsi di inglese che non frequentava nessuno. E tante altre cosette ancora. Un taglietto qua, una limatina là... (...) Sul resto, però, buonanotte. L'andazzo degli ultimi venti anni è stato tale che, per forza d'inerzia, i costi hanno continuato a salire. Al punto che i tre questori Romano Comincioli (Pdl), Benedetto Adragna (Pd) e Paolo Franco (Lega Nord), nell'estate 2008, hanno ammesso una resa senza condizioni scrivendo amaramente nel bilancio: «Non è stato possibile conseguire l'obiettivo di inversione dell'andamento della spesa in proposito fissato dal documento sulle linee guida».

Tratto da La Casta, versione aggiornata e da Corriere.it

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politica, vita, , schifo, semprepeggio, salvate il mondo, mastella ladri

martedì, 11 novembre 2008
Ho sempre meno voglia di scrivere post

Dovunque io guardi trovo qualcosa che mi indigna. Che mi esaspera. Non riesco nemmeno piu a riderci. L'ingiustizia sovrasta l'umano. L'arroganza dell'egoismo fa di ognuno di noi una entità unica e inesorabile. Non ci interessa piu minimamente se l'azione che faremo potrà danneggiare o meno qualcuno.

Basti vedere chi si mette alla guida di una macchina ubriaco, senza patente e va anche velocemente. Chi strattona per pochi euro una ragazza mandandola in coma. Chi va in giro senza avere il benchè minimo imbarazzo con il cartellino degli handicappati per parcheggiare sotto l'ufficio. Chi denuncia solo ed esclusivamente i diritti che ha, senza badare minimamente ai doveri. Chi si lava la coscenza con qualche spicciolo al barbone ma che sia italiano o nero che fa piu scena. Chi parcheggia a lisca quando tutti gli altri sono in verticale. Due posti per lui. Ma chissenefrega. Chi in una strada a scorrimento veloce fa 40kh per parlare al cellulare, con tutti gli altri dietro. Chi continua a far cagare il suo cane in mezzo alla strada, mentre mastica cingomma e si tiribilla i capelli sudici. Chi mette il sacchetto della spazzatura in strada, malgrado il porta a porta sia chiuso da anni. E ha il cassonetto a cento metri. Chi attraversa con le mani in tasca andando piano. Senza guardare. Tanto ti devi fermare, sono un pedone. Chi non riesce a passare dalla stradina di centro storico perche ha il SUV. Chi parla al cellulare dovunque. Al bar, sul treno, al ristorante. E sai che tizio è uscito con caio e lei pero è andata con quell'altro. Chi ti scrive sul menu: servizio 15% piccolo piccolo dopo averti chiesto il coperto 4euro. Chi ti rifila le cinquecentolire come due euro. E poi dice che non è stato lui. Peccato non sa che sei stato solo da lui e non hai avuto altri resti perche odi gli spiccioli. Chi non riesce piu a amare, ma solo a scopare. Lui sul divano, lei in palestra o al telefono. E a cena tassativamente uomini di qua e donne di la.

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niente

mercoledì, 05 novembre 2008
Obama ha Vinto..

..e ne sono contento. Forse sarà davvero il cambiamento, anche perche in America, al contrario di qui, i Presidenti prendono decisioni anche controcorrente, non hanno lo spettro della caduta del Governo e quindi sempre attenti a non perdere i voti..

Ma non voglio parlare di questo, tutti gia ne parlano del successo di Obama e di quello che potrebbe rappresentare. Voglio parlare invece di noi, Italiani che mi stanno molto piu a cuore.

Ieri ho parlato con un ragazzo Albanese. Ha 23anni, è venuto in Italia aveva appena 15anni, con il gommone dopo averci provato una mezza dozzina di volte.

Ha un lavoro, è integrato benissimo è quello che si chiama bravo ragazzo. Bene, ieri mentre si parlava di quanot era duro ormai in Italia, mi dice: mi sembre di essere ritornato in Albania. Ognuno appena si alza al mattino pensa a come fotterti, come quando ero in Albania e la fame non ti faceva guardare in faccia nessuno.

la facciata è piu bella,continua, ma il dentro, gli italiani, sono cambiati. Mi guardano peggio ora, paradossalmente, di quando arrivai. Eppure ero il cattivo-albanese ora sono semplicemente un extra-comunitario. E poi il lasciato andare, tipico dei paesi poveri. Ognuno è concentrato solo su se stesso, in quella lotta alla sopravvivenza che credevo facesse parte solo dei paesi che non hanno da mangiare come il nostro

Questa è la visione di un ragazzo normale, che ha visto 10anni di Italia da straniero. Ma è l visione che noi abbiamo di noi stessi. Eppure.

Eppure non facciamo niente. I nostri politici fanno finta di niente e ci dicono che il problema sono i grembiuli a scuola o i graffitari. I nostri dirigenti continuano a prendere stipendi da capogiro (anche se le loro aziende chiudono) mentre gli operai e gli impiegati hanno la stessa paga di anni fa.

Tutti peigati su se stessi non riusciamo a guardare piu in la di un metro. Questo è il nostro futuro?

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politica, vita, storia

mercoledì, 29 ottobre 2008
Cibi e Conflitti

Mi piace segnalare questa importante iniziativa che si terrà a Pisa dal 7 al 16novembre dal titolo per me eccezionale:
Cibo e Conflitti

Si tratta di una manifestazione per la Pace e i Diritti Umani curata dal Centro per i Diritti Umani dell’universita di Pisa e dal Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace e società della saluto zona Pisana.

Il Programma -->> è sicuramente interessante.

Coltivare il cibo, cuocerlo e offrirlo sono azioni che fanno parte del ciclo cosmico della vita e del suo rinnovamento: da questo punto di vista il cibo è governato dalle leggi di natura e dalle regole di cultura.
Ma il cibo è sempre più disciplinato anche da regole giuridiche, che accompagnano il cibo dal seme al supermercato, dalle fattorie alle nostre cucine: lo Stato crea infatti leggi sui diritti di proprietà, sul commercio, sulla sicurezza alimentare.
Il cibo è frequentemente inteso - nella prospettiva della convivialità - come veicolo di pace e di amicizia: ma il cibo è anche e sempre più qualcosa che ha a che fare con i conflitti. Ogni discorso sul cibo racconta infatti le tensioni e le violenze che hanno accompagnato la lotta per il controllo delle risorse. Anche l'atto del mangiare, oggi, è intriso di conflittualità.
Partendo da queste e altre riflessioni nasce l'idea del Centro per i Diritti umani, della Società della Salute e del Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace di dedicare al cibo la terza edizione di "Pisa città per la pace e per i diritti umani" (dopo la prima edizione sui diritti umani e la seconda sull'immigrazione), coinvolgendo ancora un volta la città, sollecitandola ad esprimersi attraverso le sue ricchezze - l'università, le associazioni, le istituzioni, il teatro, il cinema - per costruire un percorso interdisciplinare, di cui il cibo sia il crocevia.

Un grazie alla Prof.ssa Enza Pellecchia

Postato da: PadreBrown a 12:58 | link | commenti |
pace, diritti umani

Sai cosa? chissenefrega di Gilardino...

Voglio raccontarvi invece di un incontro che feci un po di tempo fa.
Certo anche la prima volta il mio stupore è stato grande, quando durante la cena in una cascina di Palermo, al chiarore della luna piena, ho scoperto la strana professione della donna, non anziana e non giovane, seduta accanto a me.
Sì, la mia professione è “zanzarologa”. Da oltre vent’anni studio il comportamento delle zanzare, sono bestiole tutt’altro che stupide e scelgono con puntiglio a quale vena o vaso sanguigno abbeverarsi. Sono dei microscopici vampiri, i soli, credo, ad esistere veramente.”
Così la serata è trascorsa vagando nei comportamenti segreti delle zanzare.
Ho chiesto allora perché le zanzare non si occupano mai di me, dato che spesso, d’estate, sento le persone lamentarsi e a volte perfino contorcersi assediate dai piccoli invisibili vampiri e io rimango intatto.
Il sangue dei poeti è troppo dolce per queste bestioline, preferiscono sangue acido, turbato.” mi rispose.
Abbiamo riso e la donna mi è apparsa d’un tratto come un enorme insetto, privo di ali, ma con un naso imponente e acuto, simile a un pungiglione.
Ho chiesto aiuto alla luna piena e mi sono allontanato, im punta di piedi, perché non mi seguisse, dopo qualche inchino di gratitudine.
Al ritorno, invece, sul treno, incontro un personaggio anche più irresistibile e curioso,. Quando è arrivato il momento di rivelarci lui ha detto “Sono un domatore di libellule”.
Mi ha spiegato che per domare una libellula bisogna riuscire a raggiungere una immobilità assoluta.
Il minimo movimento rende vano qualsiasi tentativo di approccio.
Quando la libellula si avvicina è importante trattenere anche il respiro, e il grande domatore riesce a sospendere perfino il pensiero e la mente assolutamente vuota si rischiara di un sorriso luminoso non appena la libellula, frullando elegantemente le ali, si posa sulla sua spalla.
La vita di una libellula dura generalmente un solo giorno, un po’ come l’amore di chi non sa ancora amare.” Il domatore di libellule, con la grazia di un mimo, accompagna le parole facendo vibrare le mani all’altezza delle spalle.
“Che senso ha domare una libellula?”
“Lo capisci solo se ti si posa sulla spalla.
E’ come avvertire sospirare il nulla.
Sai che domani la libellula non ci sarà più. La tua immobilità si fonde con la sua e l’emozione spicca il volo.
Allora ti viene di pensare alla persona che ami
La accarezzerò con la lievità di questa libellula.
La toccherò con mani d’ombra
.”

Postato da: PadreBrown a 11:41 | link | commenti (4) |
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lunedì, 27 ottobre 2008
VIva il calcio e i suoi valori

Parlo di Giradino. Avevo un bel post che mi ha cancellato, ora lo riscrivo. Ma intanto Bravo Gilardino e i valori dello sport. Esulta e salta, con tutta la squadra. Lo immagino mentre si compiaccia negli spogliatoi con i compagni come ha fregato l'arbitro. Bravo. Davvero. E pensare che i ragazzini seguono i calciatori come esempi da seguire. Bravo bravo.

Postato da: PadreBrown a 16:41 | link | commenti |

giovedì, 16 ottobre 2008
Il prezioso Tempo del Vivere

Ogni volta che mi siedo col proposito di scrivere un post, affiora alla mente l’immagine della bottiglia nella quale il naufrago infila il suo messaggio e l’affida ai flussi del mare.
Chissà, a volte penso, dove e come arriverà il mio messaggio e mi capita di fantasticare che qualcuno, leggendolo, sentirà l’anima alleggerirsi e ritroverà il bandolo della vita e tornerà a gioire, a provare la stupenda emozione dell’esserci, del poter parlare, guardare, percorrere gli spazi del mondo.
Spesso dopo qualche mese ho il riscontro che il messaggio è giunto a destinazione, anche se tutte le mail, pur dando atto che il messaggio ha determinato vaste e profonde emozioni, rivelano quasi sempre l’ineluttabilità di un destino non voluto ma che risulta impossibile cambiare.
Quasi tutti, di fronte a una propota di libertà provano e trestimoniano emozioni forti, aderenti in tutto all’ipotesi di compiere un percorso di libertà ma, ahimè, le circostanze del quotidiano sembrano alla fine sopraffare ogni intenzione di rinnovamento.
Che fare?
Intanto rendersi conto che “tutti”, nell’attuale organizzazione della società, vivono un profondo disagio. Il disagio di chi non si sente rispettato nel suo effettivo e originario valore.
Con la scusa dei ruoli (operaio, ragioniere, dirigente, figlio, scolaro, impiegato, Papa, artista,etc etc) l’essere umano viene annientato e comunque ignorato.
Il che non sarebbe tanto drammatico se non fosse che i primi ad ignorare l’essere umano che pulsa in noi, siamo noi stessi.
Intanto è fondamentale che, uscendo un attimo dai ruoli, riusciamo a renderci conto dell’effettiva preziosità dell’Essere Umano.
Non ci applicheremo mai abbastanza alla ricerca di una risposta compiuta tendente a dirci “chi è questo benedetto Essere Umano.”
La più perfetta ed elevata creatura che la natura abbia fin qui concepito?
Basta questa fragile definizione a riscattare milioni di sottomessi?
E’ sufficiente conoscere la magica perfezione con cui l’organismo si mantiene in vita con le sue miracolose prerogative?
Si pensi anche soltanto al miracolo della vista.
Si pensi al miracolo del movimento.
Chiedo alla mano di muoversi nell’aria e lei si muove.
Insomma, signori e signore, immersi come siete in uno stato semiperenne di disagio depressivo, imparate a gioire profondamente di ciò che già siete e, scoprendo la vostra preziosità, scoprirete anche la truffa alla quale siete quotidianamente sottoposti.
Vi viene rubato il tempo della vita obbligandovi a ritenere giusto lavorare otto o nove ore per poter tornare il giorno dopo a farvi nuovamente derubare del bene più preszioso “il tempo di vivere.”

Postato da: PadreBrown a 11:46 | link | commenti (14) |
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Nome: Padre Brown
Alto, bello, ricco e simpatico. Cultura da vendere e soprattutto capacità intellettiva elevata. Ottimo amante, ho dato il meglio di me stesso a me stesso. Di una classe infinita. Elegante e intrigante e polivalente. Insomma il classico uomo-sega!!

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